‘In ricordo di Augusta’, dai tuoi colleghi

Pubblicato il 23 Marzo 2020

In ricordo di Augusta

_____________

È facile immaginare la reazione di Augusta, di fronte ad una così ampia e commossa partecipazione suscitata dalla sua scomparsa: si sarebbe certamente, con il suo limpido sorriso, schermita, ridimensionando il suo donarsi gratuito e quotidiano per la scuola alla semplice giustificazione “faccio solo il mio dovere”.

Ma chi ha vissuto anche una breve esperienza al Golgi è consapevole che la sua voce amica, autorevole e mai autoritaria, lasci un segno così profondo proprio perché Augusta non limitava il suo agire ad assolvere al “proprio dovere”.

Tra le sue qualità spiccate c’era certamente il “senso del dovere” che tuttavia per lei era fare le cose esattamente come andavano fatte, per una sorta di sentimento di piacere e di soddisfazione nell’armonizzare tutto e nel favorire le buone relazioni fra le persone. Ed era per lei doloroso e insopportabile il senso di impotenza davanti ad un problema che, per quanto apparentemente insormontabile, doveva per forza ottenere una soluzione positiva.

Così era stato in quest’anno difficilissimo per lei, pieno di inciampi e di crinali da valicare: soleva dire “ma questo è il mio anno terribile, lo so ormai…”.

Tutti lo sapevamo nel vederla accoglierci con il suo sorriso, incrinato da qualche nottata passata sveglia a sistemare l’ennesima versione dell’orario che ancora non quadrava appieno. Eppure, in quel sorriso che chiedeva conforto e alimentava il desiderio di fermarsi a scambiare qualche battuta, mai si poteva leggere un cenno di resa o di recriminazione nei confronti di qualcuno.

In questo scenario assurdo di un anno scolastico carico di sofferenze e fatto di distanze, impariamo così una vera lezione di vita: non c’è dono più grande di chi dona se stesso per gli altri.

Augusta non lascia al Golgi il ricordo di sé ma lascia se stessa. E di questo non basterà solo ringraziarla …

____________

In questa tristissima giornata senza Augusta il nostro pensiero non può non rivolgersi a lei, il cuore pulsante del nostro Golgi, l’amica, docente e vicepreside punto di riferimento per tutti noi appartenenti a questa grande comunità umana ed educativa.

Purtroppo però, ora che non c’è più, ripenso anche a queste ultime settimane in cui noi docenti abbiamo passato ore ed ore a parlare di didattica a distanza, a cercare di mettere d’accordo tutti i colleghi sulle modalità da attivare senza sapere nulla del dramma che si stava consumando. Abbiamo letto sui giornali e sul web tanti articoli in cui si discuteva su questa didattica a distanza, sulla sua liceità: alcuni dicevano che era un obbligo, altri un dovere morale, altri ancora dicevano che ognuno era libero di fare ciò che voleva, eppure poche erano le voci che dicevano che era giunta l’ora di riflettere tutti su questo tragico momento storico indipendentemente dalle modalità di attuazione. Si discuteva e discuteva (e con il senno di poi forse dovremmo dire talvolta inutilmente) mentre nelle famiglie italiane si consumava il dramma del Coronavirus: parenti e amici ammalati, gente che moriva in solitudine come nei peggiori scenari di guerra. Oggi purtroppo questo dramma, che forse era rimasto da alcuni punti di vista ancora “estraneo” alle nostre vite, ci ha colpiti in prima persona, dato che la nostra Cara Augusta oggi non c’è più e nulla potrà riportarla su questa Terra. Vivrà per sempre in noi, nei nostri cuori e nelle nostre anime, ma purtroppo oggi non è più qui con noi con la sua autorevolezza e con il suo consueto sorriso sempre pronto a risolvere problemi e a darci una parola di conforto. Ed è proprio questo lutto che deve spronarci ad urlare al mondo intero che la prima cosa da tutelare in questo terribile momento è la vita umana, la cosa più preziosa che ci è stata donata. Oggi è nostro dovere fermarci per riflettere, anche per rispetto di chi purtroppo non c’è più. Stiamo vivendo la perdita della nostra Augusta e molte altre famiglie si stanno confrontando con la perdita di un di un amico, di un lontano parente oppure, anche semplicemente di un conoscente. Il dramma è sotto gli occhi di tutti e in questo momento cercare di dare un’oggettività alla valutazione degli studenti credo che sia il più grande errore che potremmo fare noi docenti. Oggi dobbiamo mostrarci presenti come comunità educante cercando di sostenere le famiglie in questo difficile momento: se gli studenti non impareranno alla lettera i principi della nostra disciplina avremo ancora tempo per riproporli successivamente, ma se non vivranno l’emotività del presente e non coglieranno gli insegnamenti di questa situazione credo che avremo completamente perso la sfida che questo virus ci ha lanciato.

Pertanto riflettiamo e aiutiamo i nostri ragazzi a riflettere tenendo viva questa grande comunità educante: stiamo vivendo una situazione drammatica ma possiamo trasformarla in un momento di grande valore umano e morale. Dopotutto Augusta, persona che sapeva tirare fuori il meglio anche dalle situazioni peggiori, vorrebbe proprio questo. Facciamolo soprattutto in sua memoria!

 

I tuoi colleghi